L'indicatore "Lavoro a termine" è un elemento per valutare dal punto di vista qualitativo la situazione occupazionale del Piemonte, poiché fornisce informazioni sul carattere di stabilità o instabilità dell’occupazione stessa. La percentuale di persone che hanno un contratto a termine sul totale dei dipendenti è, in Piemonte, pari al 9,1% nel 2025, valore che risulta tra i più bassi delle regioni italiane e simile a quella della Lombardia. In tutte le regioni il fenomeno del lavoro a termine è più di frequente associato al lavoro femminile: anche in Piemonte la percentuale di donne è leggermente superiore a quella degli uomini con lavoro a termine. Allo stesso tempo il trend presenta andamenti inversi, ovvero dal 2012 al 2016 la quota di donne occupate a termine diminuiva, passando da 13% a 10% per poi risalire raggiungendo quasi il 15% nel 2021 e tornare a ridursi nel 2025 (10,6%); invece per gli uomini si assiste ad un andamento di crescita costante fino al 2018 (14,8%), per poi diminuire, attestandosi ad un valore ben inferiore (7,7% nel 2025).
Il Regolamento (UE) 2019/1700 del Parlamento europeo e del Consiglio, che si applica a decorrere dal 1° gennaio 2021, ha stabilito requisiti più dettagliati e vincolanti per le statistiche europee su persone e famiglie basate su dati a livello individuale ottenuti su campioni, con l’obiettivo di migliorarne l’armonizzazione. Pertanto, a partire dal 2021 la nuova rilevazione Forze di lavoro ha recepito le indicazioni del Regolamento, introducendo cambiamenti nelle definizioni di famiglia e occupato e utilizzando un nuovo questionario. Per rendere confrontabili le nuove stime rispetto ai dati riferiti agli anni passati l'Istat ha provveduto a ricostruire le serie storiche dei principali indicatori del mercato del lavoro a partire dal 2018. Break nella serie storica: il 2018 e successivi sono discontinui rispetto alla serie storica precedente.