Basso livello di istruzione
Percentuale di popolazione adulta (25-64 anni) che ha raggiunto un livello di istruzione al massimo della secondaria di primo grado (secondo la classificazione internazionale ISCED 2011, livelli 0-2) sul totale della popolazione adulta in età 25-64 anni.
Le competenze che si acquisiscono attraverso il percorso di istruzione formale e le formazione lungo tutto il corso della vita sono fondamentali per meglio affrontare e comprendere il mondo che ci circonda, per saperci muovere all’interno dello stesso, per svolgere lavori maggiormente aderenti alle nostre aspettative, ma anche per meglio sopportare i rischi del mercato del lavoro quali la disoccupazione e la mobilità professionale. Un livello di istruzione basso della popolazione adulta viene quindi considerato come una possibile indicatore di scarsa Autonomia e Sicurezza, soprattutto perché segnala una fragilità di parte della popolazione e una maggiore esposizione al rischio di disoccupazione.
La percentuale di adulti (25-64 anni) che non hanno proseguito gli studi oltre le scuole medie inferiori, in costante diminuzione tra il 1998 e il 2023, è in Piemonte poco più elevata di quella delle altre regioni del Nord (31,2% nel 2025), ma lo è ancor più rispetto a quella delle altre regioni europee di confronto.
Scendendo a livello provinciale possiamo notare che le province di Alessandria e Torino mostrano frequenze di adulti con bassi livelli di istruzione più contenute, analogamente si osserva un processo di convergenza più veloce delle province di Asti, Cuneo e Vercelli verso i livelli di quella torinese, al contrario VCO e Novara segnano un peggioramento dell'indicatore.
EUROSTAT, ISTAT. Indagine sulle Forze lavoro (LFS).
Il Regolamento (UE) 2019/1700 del Parlamento europeo e del Consiglio, che si applica a decorrere dal 1° gennaio 2021, ha stabilito requisiti più dettagliati e vincolanti per le statistiche europee su persone e famiglie basate su dati a livello individuale ottenuti su campioni, con l’obiettivo di migliorarne l’armonizzazione. Pertanto, a partire dal 2021 la nuova rilevazione Forze di lavoro ha recepito le indicazioni del Regolamento, introducendo cambiamenti nelle definizioni di famiglia e occupato e utilizzando un nuovo questionario. Per rendere confrontabili le nuove stime rispetto ai dati riferiti agli anni passati l'Istat ha provveduto a ricostruire le serie storiche dei principali indicatori del mercato del lavoro a partire dal 2018.
Break nella serie storica: il 2018 e successivi sono discontinui rispetto alla serie storica precedente

