Instabilità coniugale

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Instabilità coniugale

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Per dar conto del fenomeno dell'instabilità coniugale si è scelto come indicatore il tasso di divorzio. Il tasso è calcolato come numero di divorzi ogni 1.000 coppie coniugate.

Nel 2024 in Piemonte i divorzi sono stati 5,9 ogni 1.000 coppie coniugate, il 14% in meno rispetto al 2023 e il 38% in meno nel confronto con il 2016, anno in cui sono stati finora i più numerosi (8,5 ogni 1.000 coppie coniugate). Il numero dei divorzi è stato sempre regolarmente crescente, ma nel 2015 subì una forte impennata (+57,5%) in relazione all’entrata in vigore di due importanti Leggi che hanno modificato la disciplina dello scioglimento e della cessazione degli effetti civili del matrimonio. La prima è la legge n. 132/2014, che si pone l’obiettivo di semplificare l’iter delle procedure di separazione e divorzio consensuali in modo tale che sia più rapido e meno oneroso rispetto al procedimento giudiziario. La seconda variazione normativa, nota come Legge sul “divorzio breve”, ha accorciato drasticamente (da tre anni a sei mesi nei casi di separazioni consensuali o a un anno nei casi di separazioni giudiziali) il periodo che deve intercorrere obbligatoriamente tra il provvedimento di separazione e quello di divorzio. Questa variazione normativa ha avuto un effetto “di cadenza”, facendo anticipare nel 2015 una gran parte di quei divorzi che con la vecchia normativa avrebbero visto decorrere i termini temporali non prima del 2016.

Dopo l’aumento registrato tra il 2015 e il 2016 l’andamento dei divorzi fino al 2019 si è mantenuto stabile con modeste oscillazioni. Nel 2020, invece, è stato ben visibile l’impatto della pandemia, soprattutto per effetto delle chiusure degli uffici e delle restrizioni alla mobilità, con conseguenze, nel caso dei provvedimenti presso i Tribunali, anche sui procedimenti di separazione o divorzio avviati in anni precedenti. Tale impatto è stato poi riassorbito a partire dal 2021, quando i livelli sono tornati sostanzialmente quelli pre-pandemici.
Per la prima volta, invece, l'indicatore contiene anche il numero degli scioglimenti delle unioni civili che si sono verificati nel corso del 2024.

La variabilità territoriale va riducendosi e si assiste a una progressiva convergenza tra i livelli registrati nel Nord e nel Mezzogiorno. A livello regionale, in cima alla graduatoria ci sono Liguria, Valle d'Aosta e Sicilia (6,8; 6,7 e 6,4 ogni 1.000 coppie coniugate), mentre il valore più basso si osserva in Basilicata (4,9 ogni 1.000 coppie coniugate), mentre il Piemonte è in linea con la media nazionale.

ISTAT, Scioglimento e cessazione degli effetti civili del matrimonio
ISTAT, Separazioni personali dei coniugi

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