Occupati part-time

Occupati part-time

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La percentuale di occupati part-time sul totale degli occupati.

Uno dei cambiamenti rilevanti nell’occupazione durante gli anni di crisi ha riguardato il part time che, pur essendo ancora meno diffuso rispetto alle regioni europee di confronto presenti in Sisreg, in particolare le regioni tedesche: 28,9% Niederbayern, 28,5% Stuttgart; e inglesi: 25,6% Essex e 27% Scozia, è aumentato in Piemonte dal 13,5% del 2008 al 17,5% del 2018. In generale il part time in Italia è poco diffuso: si tratta del 18,6% dei lavoratori a livello nazionale.
Tra le regioni italiane solo in Trentino Aldo Adige (22,9%) la percentuale si avvicina a quelle espresse dai paesi e dalle regioni europee di confronto, in cui la percentuale si situa tra il 20 e il 25% dei lavoratori, tranne nel caso spagnolo.
Le differenze tra uomini e donne sono notevoli: in Piemonte solo il 7,3% degli uomini lavora part time, rispetto al 30,4% delle donne nel 2018. Una caratteristica da sottolineare rispetto all’aumento della propensione delle donne ad essere occupate part time (dal 22% del 2008 al 30.4% del 2018) è che il motore prevalente risulta la mancanza di alternative a tempo pieno. A livello piemontese, unica dimensione provinciale per cui IRES Piemonte dispone dei dati, si osserva come nel 2008 fossero le province di Torino, del VCO e di Cuneo a trovarsi in una posizione più elevata rispetto alla media piemontese, già dal 2013 si sostituisce a quest’ultima Alessandria (31,6%), che supera la media regionale. Nel caso della provincia di Cuneo le donne che svolgono lavoro part time dicono più spesso di averlo scelto in autonomia.

EUROSTAT, REGIO, NEW CRONOS. Indagine europea sulle Forze lavoro (LFS).

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